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PROSPERARE NEL DISORDINE - Gestire la complessità e la confusione sul lavoro

Codice
PRESGCCL
Durata
2 Giorni
Prezzo
1.000,00 € (iva escl.)
Lingua
Italiano
Modalità
Virtual Classroom
Corso in aula
       

 

 

Obiettivi

Vi capita di sentirvi frustrati dal tentativo di controllare e gestire gli imprevisti? Di cercare di mettere ordine in situazioni che vi sembrano caotiche? 

Vi capita di avere la sensazione che la vostra esperienza del passato non sia più sufficiente per prevedere cosa potrebbe accadere nel futuro? Di sentirvi impotenti di fronte al corso degli eventi come se ci fossero all’opera forze a voi sconosciute?


Questo tipo di esperienza sembra essere sempre più diffusa e secondo molti studiosi sembra essere la principale sfida con cui il mondo del lavoro, e non solo, dovrà confrontarsi nei prossimi decenni.

Ci guardiamo intorno e percepiamo disordine, ci sembra che a volte gli eventi si susseguano in modo caotico e incontrollabile.

Il nostro sforzo di prevedere e organizzare il futuro supera lo sforzo che impieghiamo per fare accadere le cose.


Anche le relazioni interpersonali sono influenzate: il “disordine” altrui ci infastidisce e cerchiamo i responsabili, a volte i rapporti diventano tesi e si percepisce una sensazione diffusa di stress e disagio.

Pianifichiamo, controlliamo, ripianifichiamo, riorganizziamo senza sosta nel tentativo di fronteggiare questa situazione.

Talora, pur di avere una sensazione di controllo, siamo persino disposti a piegare realtà e fatti alle nostre convinzioni con conseguenze negative sul piano dei risultati.

E` difficile essere motivati in contesti instabili e chi gestisce, fatica a mantenere le proprie promesse creando instabilità nel sistema organizzativo che presiede.


Le organizzazioni divengono strutturalmente fragili: i cambiamenti divengono più fonte di pericolo che di opportunità.

Queste difficoltà sono note al mondo scientifico: la natura ci appare “ordinata” soltanto dopo che ne abbiamo comprese le leggi.


In questo percorso proponiamo una visione ottimista di queste complessità, cercando di scoprire quanto di positivo ci possa essere in questo “disordine” apparente. Proponiamo una “cassetta degli attrezzi” da utilizzare nel mondo del lavoro.

Prendiamo spunto da un vasto e affascinante patrimonio di conoscenze scientifiche: la fisica quantistica ma anche le teorie della complessità, la meteorologia, la swarm intelligence, ecc...

La prevedibilità in tali modelli è differente da quella a cui siamo abituati e tuttavia risulta molto utile se la applichiamo alla vita quotidiana, sia nell’ambiente lavorativo che in quello della vita privata. 

 

Destinatari

Imprenditori, consulenti, dirigenti e quadri di aziende industriali di servizi, pubbliche e private, collaboratori con responsabilità gestionali o decisionali, capi progetto. 

 

Contenuti

Definire un quadro di riferimento

Perché ci troviamo sempre più spesso a confrontarci con la leggera frustrazione di non riuscire a gestire gli eventi come vorremmo? Che differenza c’è fra situazioni semplici, complicate e complesse? Perché questa differenza è così importante nella vita di tutti i giorni?

Quali sono i limiti dei metodi tradizionali nella gestione del lavoro: la logica di gestione per progetti non è sempre adatta e ormai sovente occorre utilizzare approcci più sofisticati e meno intuitivi.

A volte è l’ostinazione ad usare metodi inadatti che produce i danni maggiori: quali lezioni possiamo apprendere dalle grandi catastrofi (Chernobyl, Fukushima, Crisi economiche, ecc...)?Identifichiamo in modo chiaro i problemi e il modo per vederli da un punto di vista differente e più efficace: i casi reali dei partecipanti


Esplorare il disordine

Cos'è il disordine e come ci relazioniamo con esso?

Impariamo a distinguere le "situazioni disordinate” da quelle che sono soltanto troppo complesse per essere capite. 

Impariamo ad usare strategie diverse per situazioni differenti e ad evitare molti dei nostri errori che derivano dall’utilizzo “monotono” di uno stesso approccio per qualunque tipo di situazione.

Usiamo simulazioni al computer per sperimentare gli aspetti nascosti e misteriosi dei sistemi complessi: proviamo a mettere in pratica quanto appreso e ci misuriamo con problemi concreti.

Impariamo a scegliere e a cambiare e il nostro punto di vista: a volte le cose acquistano un significato semplicemente guardandole da angolazioni differenti.


Capire e gestire il disordine

I sistemi complessi o “disordinati” spesso offrono preziosi benefici nascosti: come imparare a costruire organizzazioni più robuste e stabili con un approccio differente alla loro gestione.

Impariamo a sfruttare una fanstastica proprietà degli ambienti complessi: ordine e struttura che si creano “dal basso”; in questo modo sviluppiamo organizzazioni che si adattano e imparano, situazioni che si autogestiscono


La psicologia del disordine

Affrontiamo le dimensioni psicologiche connesse con questi temi: non basta capire per agire diversamente nella vita di tutti i giorni.

Impariamo a confrontarci con la nostra incertezza senza rinunciare allo sforzo di assumerci le responsabilità.

Impariamo a gestire il disordine degli altri e l’incertezza del mondo che ci circonda.

Delineiamo un percorso di sviluppo individuale che integri comprensione, intelligenza e governo di sé.


Outcome

Laddove il disordine sembra regnare sovrano è possibile imparare a trarre benefici e a migliorare la propria situazione.

I partecipanti saranno in grado di distinguere le differenti tipologie di disordine e applicare corrette strategie nella loro gestione.


Attività d’aula

Il corso è basato su un modello di apprendimento esperienziale.

Vengono utilizzate simulazioni al computer di specifiche situazioni aziendali appositamente calibrate per offrire un percorso di apprendimento dei concetti semplici, pratici e incrementali.

In questo modo si supera la barriera del comprendere i complessi modelli scientifici che vengono esplorati in modo immediato, pratico e intuitivo.

La parte “cognitiva” viene integrata con attività esperienziali che aiutano a integrare la dimensione psicologica e comportamentale di ciascuno. Non sempre capire qualcosa significa essere in grado di metterlo in pratica nei momenti di bisogno.

Molto tempo e attenzione viene infine dedicato all’esplorazione delle situazioni specifiche proposte da ciascun partecipante; da questo punto di vista il percorso coniuga l’elemento formativo con quello consulenziale di applicazione a situazioni specifiche di ciascun partecipante.